Metti una sera al Piazzale

Vi è mai capitato di assistere ad uno spettacolo e una volta concluso, sentirvi in debito con chi ve l’ha offerto?

A me è successo giovedì scorso per la prima volta, al termine del concerto di Ennio Morricone al Piazzale Michelangelo.

Sono state due ore incredibili. La sua musica. La cornice di Firenze. I pensieri che passavano velocemente per la testa. Il tramonto che pian piano oscurava la nostra splendida città. Le tenebre che avvolgevano Fiesole, Monte Morello e la Val di Sieve.

Non c’era luogo migliore dove poter assistere ad uno spettacolo del genere. Il Piazzale, la terrazza su Firenze e la melodia del miglior compositore di musiche per films. Un connubio perfetto. Sarà piaciuto anche al David?

Potevi guardare verso la città. Potevi alzare gli occhi al cielo. Oppure potevi chiuderli e soffermarti a pensare. Pensare e lasciarti cavalcare dalle emozioni che le melodie erano capaci di suscitarti . Del resto è questa la musica: emozione.

Un’emozione che potevi provare anche ripensando ai capolavori che ebbero come sottofondo quelle musiche.

Nella mente ti rivedevi Noodles e Deborah di C’era una volta in America. Rodrigo Mendoza e Padre Gabriel di Mission. Danny Boodman T.D. Lemon Novecento, il noto pianista sull’oceano di Tornatore. Gli intoccabili di Kevin Costner oppure perchè no, i paesaggi della Monument Valley di C’era una volta il west.

E magari, se non totalmente esperto in materia, ti ritrovavi un pò sorpreso ad ascoltare melodie che neanche sapevi fossero state scritte dall’ultimo premio oscar alla carriera, ma che avevi già sentito come sigle di qualche programma televisivo o pubblicità.

Estremamente emozionante è stata la versione corale di Here’s to you di Joan Baez, e altrettanto lo è stata Come in cielo così in Terra dal film Mission, dedicata dal maestro ad una giovane ragazza morta prematuramente, che amava molto quel pezzo, scelto per concludere la serata.

Complimenti a chi ha deciso di organizzare questo evento nella location del Piazzale Michelangelo. Complimenti anche all’ Orchestra Roma Sinfonietta, composta da giovani elementi che si sono comportati molto bene, così come il soprano Susanna Rigacci, totalmente vestita di rosso per l’occasione.

Ho provato veramente molta emozione giovedì scorso, anche se non l’ho dato a vedere. Sono passati già tre giorni, ma se inserisco nello stereo il disco con il tema di Deborah e chiudo gli occhi, mi sembra ancora di essere lì, immerso in quella piacevolissima quiete musicale.

Riprendo le parole dell’assessore alla cultura Giovanni Gozzini presenti nel depliant di presentazione dato all’ingresso:

“Stasera le sue musiche ci faranno rivivere pezzi del nostro passato e per ognuno sarà occasione di ripensamenti, bilanci, malinconie, magari speriamo conforto”.

Mai previsione fu più vera.

Quando ho deciso di postare questo intervento, l’intento era quello di rendervi partecipi delle sensazioni che ho provato in quei momenti. Darvi una piccola immagine di quello che ho vissuto giovedì scorso.

Però mi riesce veramente difficile farlo nel modo in cui vorrei. Quindi magari, prendetemi sulla parola se potete.

Fino ad ora avevo assistito solo alle prestazioni live di gruppi rock come Muse e Oasis. Musica che apprezzo moltissimo, ma che ovviamente si discosta totalmente da quella di Morricone.

Quindi, dati i miei precedenti, permettetemi di dire:

ENNIO RULEZ!!!!!


J.M.

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