Pitti Imagine Uomo Giugno 2007

UN PITTI UOMO DI GRANDE ENERGIA:
ALLA FORTEZZA DA BASSO, FORTI E CHIARI I SEGNALI
DI RIPRESA DELLA MODA UOMO

Questo è quello che viene dichiarato nel sito ufficiale di Pitti Immagine.
710 le aziende alla Fortezza da Basso, un totale di 867 collezioni presentate al pubblico nei quattro giorni del salone (20-23 giugno 2007), attraverso un percorso in 13 sezioni, e un calendario di più di 120 eventi della moda che hanno coinvolto l’intera città di Firenze.

“E’ stata un’edizione carica di energia – afferma Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine. “Le novità nella mappa di Pitti Uomo hanno avuto grande successo: il Fashion District ha contribuito a rendere molto più leggibile la nuova geografia della moda uomo, così come il rafforzamento del mondo del classico al Padiglione Centrale. Le impressioni che abbiamo raccolto sulla qualità dei buyer sono ottime, e in termini di numero delle presenze si sono consolidati i livelli molto alti delle ultime edizioni. Dall’osservatorio Pitti Uomo possiamo dire che i segnali di ripresa della moda uomo ci sono, e qui a Firenze li abbiamo registrati forti e chiari”.

Guardando alle cifre, l’affluenza finale del salone è stata di 21.219 compratori, una sostanziale conferma dei livelli dell’ultima edizione estiva (erano stati 21.638 nel giugno 2006). I compratori italiani sono stati 12.747 rispetto ai 12.897 dello scorso giugno: una lievissima flessione sulla quale ha influito sicuramente lo sciopero dei trasporti ferroviari del 22 giugno. Sul fronte estero, che ha fatto segnare un totale di 8.472 (erano stati 8.741 nel giugno 2006), da segnalare l’importante risultato dell’India (quasi raddoppiato il numero dei buyer indiani), le ottime performance dei mercati emergenti dell’Europa dell’est, come Russia (+20,2% il numero dei negozi russi presenti), Polonia (compratori in aumento del 28,5%), Repubblica Ceca (buyer a +67,4%) e il raddoppio dei compratori dalla Lettonia. E inoltre da sottolineare la buona performance di Portogallo (+11%), Spagna (+6,9%), di Stati Uniti (+3,3% nel numero dei negozi presenti), Svizzera (+2,92%) e la conferma nei numeri di Belgio, Francia e Gran Bretagna.

Nella classifica dei primi sedici paesi: Germania (1025 buyer vs 1.108 del giugno 2006), Giappone (915 vs 1.047), Spagna (791 vs 740), Gran Bretagna (628 vs 629), Olanda (553 vs 566), Turchia (409 vs 445), Francia (382 vs 408), Corea (363 vs 402), Grecia (342 vs 391), Svizzera (293 vs 299), Belgio (254 vs 255), Stati Uniti (262 vs 271), Cina (230 vs 235), Russia (218 vs 221), Austria (216 vs 237) e Portogallo (172 vs 155).

Alla Fortezza da Basso, nei giorni del salone abbiamo raccolto i giudizi di alcuni importanti buyer. “L’atmosfera che si respira a Pitti Uomo è quella di una factory della creatività” – ci ha detto Naohisa Fujita, fashion director del colosso giapponese di department stores Isetan Tokyo – “i valori di innovazione e ricerca sono in primo piano: qui è possibile stringere contatti diretti con fashion designer e creativi di tutto il mondo, già selezionati da uno scouting attento”. E’ una vetrina imperdibile non solo per il made in Italy” ha aggiunto Lino Ricci degli omonimi negozi di Perugia, “ed è la prima e più importante vetrina internazionale della stagione” ha detto Elisabetta Giannini di Cose di Cremona. Un punto d’osservazione privilegiato per capire le tendenze: per Roberta Valentini di Penelope a Brescia, “Pitti Uomo ricostruisce un panorama globale sui contenuti della stagione, e lo fa attraverso un’offerta estremamente segmentata”. Un concetto rilanciato anche da Giorgio Molteni di Tessabit di Como, che però evidenzia anche un rischio: “l’idea dei padiglioni con un concept forte è un principio attivo stimolante, ma a volte può creare una percezione di frammentarietà”. Per gli appunti sulle tendenze, Beppe Angiolini di Sugar a Arezzo ci ha segnalato l’incremento di numerose realtà di nicchia, “piccole aziende capaci di proporre un prodotto interessante per contenuti di stile e ricerca, specialmente nei settori di maglieria e accessori. E a proposito del mood per la primavera-estate 2008, la tendenza è chiaramente orientata verso una generale semplificazione: una nitida pulizia di forme e volumi, associata a un alleggerimento dei materiali”. Fujita di Isetan Tokyo ha concluso con due tendenze forti nell’informale: “l’american preppy style rivisitato in chiave italiana e una capillare vena sport – che percorre anche il classico – esaltata dall’introduzione di materiali hi-tech sempre più ambiziosi”.

J.Z

2 risposte a Pitti Imagine Uomo Giugno 2007

  1. Sara scrive:

    Vedere tutte queste cifre mi ha dato il capogiro.. Se non altro lo abbiamo vissuto in prima persona, no?? (cit.:”Quando ripenso a Pitti uomo mi vengono i sudori freddi!”) ahah!!

  2. firenzeperimmagini scrive:

    Si…noi lo abbiamo provato sulla nostra pelle. noi sappiamo cosa vuol dire lavorare a Pitti Uomo…è un lavoro molto arduo (Ehmmm…soprattutto per noi dei cataloghi :-P)!!!

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