SS come Santo Spirito

Stamani sono andato alla Questura di Oltrarno (Piazza del Tiratoio, zona San Frediano), per avere chiarimenti su quale tipo di passaporto sia valido per recarsi negli States, dato che a fine luglio andrò là con due miei carissimi amici per un bel viaggio on the road. Approfittando dell’occasione, prima di uscire di casa, decido di portarmi anche la fida digitale per scattare qualche foto.

Uscito dalla questura con le dovute delucidazioni, mi dirigo con il mio @ (è il nome del motorino. Non un errore di battitura…il mio meccanico lo chiama ì chiocciola per evitare fraintendimenti) verso la vicina Piazza Santo Spirito. Parcheggio il mezzo e mi intrufolo all’interno del mercatino, disposto sul lato sud (che da su via Sant’Agostino) con venditori di stoffe e oggetti per la casa e su quello est, dove si trovano le bancarelle degli alimentari e fruttivendoli. Dedico a questo solo qualche minuto: curiosare per mercatini non mi ha mai entusiasmato.

I negozi, molto tetri visti dall’esterno, sono per lo più bar e ristoranti. Numerosi gruppi di turisti stranieri sostano davanti per sorseggiare bibite refrigeranti.

Sul lato nord, un pò distaccata dalla piazza, si erge la splendente facciata della Basilica di Santo Spirito, iniziata dal progettotuttoio Filippo Brunelleschi nel 1444. Pulita, colore grezzo, molto semplice. A contrasto con il cielo terso, risalta ancor di più. Cerco di farle una foto, ma è più difficile di quanto sembri: gli alberi della piazza non mi permettono di riprenderla da lontano. Sto almeno 5 minuti inginocchiato come un idiota sul pavimento per cercare di inquadrarla al meglio ma i risultati sono quelli che sono…

Mi si avvicina una bionda ragazza spagnola per chiedermi se so cosa stia succedendo in piazza. Rimango un attimo spiazzato dalla domanda perchè, impegnato nelle foto, non mi sono accorto dell’arrivo di un nutrito nucleo di forze dell’ordine.

Ritorno dunque al centro della piazza, vicino alla fontana, per capire cosa ci sia in atto: l’arrivo di qualche autorità cittadina? No, semplicemente una protesta pacifica da parte dei cittadini. Prendono vita piccoli capannelli di persone in qua e in la. Io mi sposto per ascoltare i loro discorsi. Sono per lo più anziani, con in mano fogli per raccogliere firme d’adesione alla protesta e volantini con stampate le seguenti frasi: RIDATECI LA PIAZZA! LA PIAZZA E’ NOSTRA!

Una ragazza spiega che la protesta è contro PiazzArt, un’associazione culturale che si occupa di promuovere ed organizzare gli eventi estivi in Santo Spirito. I residenti sono contrari perchè questi comportano confusione fino a tardi ed il bar che verrà eretto vicino alla fontanta richiamerà molti giovani che si ubriacheranno, sporcheranno i marciapiedi e utilizzeranno i cassonetti come gabinetti come già è avvenuto nelle passate edizioni.Due simpatiche signore se la prendono con un giovane passante intento a gustarsi una pesca. Probabilmente se avesse avuto jeans e camicia non gli avrebbero detto niente, ma il suo aspetto era quello di uno zingaro, hippy e volendo anche un tantino hare krishna (anche lui se le cerca però!). Per fortuna la prende sul ridere e compie degli strani versi per spaventare le protestanti che ridono ma non mancano di apostrofargli: Quelli come te scambiano i cassonetti per bagni pubblici!

Arrivano poi anche giornalisti e fotografi professionisti; non come me che sono capitato li per caso! Lascio quindi a loro lo spazio e me ne vado a proseguire il mio QUARTER WATCHING.

Imbocco via Presto di San Martino. Scorgo un artigiano restauratore intento a riodrinare il suo caotico negozio. A notare la confusione che regna all’interno, ci farà sera…

Sopra al negozio, c’è una piccola finestrella con “esposta” un’ altrettanto piccola pianta di arancio. Non posso non immortalarla. A voler cercare il pelo nell’uovo, come mi ha fatto notare un’ amica dopo aver visto la foto, ci fosse stato un soffitto affrescato, la foto sarebbe stata ancor più apprezzabile.

Proseguo ancora un pò, lasciandomi guidare dall’intuito che mi porta in via dei Coverelli, ampiamente apprezzata con tanto di “Ohhh!” da alcuni turisti inglesi che incrocio. “Tutto molto pittoresco!” non l’hanno detto, ma di sicuro da buoni anglosassoni l’hanno pensato.

Qui Santo Spirito finisce, più avanti c’è solo l’Arno. E’ ora di pranzo. Gli aromi che escono dalle cucine dei numerosi ristoranti della zona non mi aiutano affatto. Chiudo qui la seconda sessione di osservatore di quartieri, stavolta un pò improvvisata. Monto in sella al chiocciola e via, verso casa.

J.M.

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