Passavo di qua

Marzo 21, 2008

Sono le 4 del mattino. Sono da poco tornato a casa con 5 euro in meno persi a poker e tanto freddo addosso (ok che marzo è un mese pazzo, ma insomma… si decida: o ci cala la neve o ci fa cambiare il guardaroba!).

Totalmente privo di sonno, faccio la mia solita “rassegna stampa” sui siti di mio interesse e vado a controllare la posta di gmail. Sto per chiudere quando tutto ad un tratto… un lampo nella mente. Non so il perchè, ma decido di controllare anche la posta di questo dimenticato blog. Così, tanto per vedere quanto spam (157 per dovere di cronaca!) ci fosse arrivato in tutti questi mesi di latitanza. Ed invece con grande sorpresa noto come ci sia ancora qualcuno che capita da queste parti e lascia pure dei messaggi. Che grande piacere!!!

Va detto che l’attività di Firenze per immagini non ha avuto lunga vita ma la nostalgia di scrivere qualcosa è incredibilmente ed improvvisamente tornata. Negli ultimi mesi, tra università e attività artistiche extra scolastiche avevo deciso di abbandonare questo spazio, consapevole di non avere il tempo necessario per dedicarmici: a me le cose fatte male e senza sufficiente abnegazione non piacciono.

Ora però, rileggendo post e commenti un pò di nostalgia è affiorata e penso che quasi quasi, ridare vita al nostro “mostro” non sarebbe una cattiva idea, considerando anche il fatto che da ottobre mi sono trasferito in piena città (neanche dieci minuti di bici da Santa Croce!!!).

Non prometto certo di aggiornare il blog continuamente. Se ne avete voglia comunque, ogni tanto fate un salto da queste parti. Magari qualcosa di nuovo ci troverete…

Nel frattempo vi lascio in regalo una foto scattata con il cellulare qualche tempo fa durante una passeggiata per Borgo San Jacopo, a mio avviso una delle più belle vie della Firenze vecchia. Camminare per quella strada mi mette sempre di buon umore.

A presto

J.M.


E fu così che anche il David si fece l’integrale

Luglio 5, 2007

anche il DAVID DI MICHELANGELO, 97 anni, non ha saputo resistere…

J.M.


Ma che gente gira per il web…

Luglio 2, 2007

Quello di cui parlo in questo post è un “argomento” poco inerente ai temi trattati su FIRENZE PER IMMAGINI, ma alquanto simpatico a mio avviso. Già Lilith di Movie Zone aveva affrontato il tema, quindi mi scuso se riciclo l’idea, ma non potevo trattenermi dal farlo anche io :)
Tanto per curiosità, sono andato a leggermi i termini di ricerca digitati sui motori di ricerca, che hanno permesso agli utenti di accedere al nostro sito ed ho fatto interessanti scoperte.

Alcuni utenti sono capitati sul blog cercando foto di donne: alcuni le volevano con i muscoli fantastici.

Altri con i capelli ricci.

Molti devono aver sentito parlare dell’imminente fine del mondo, profetizzata dall’antica civiltà maya, tanto che hanno ricercato la data 12/12/2012. Secondo la setta dei raeliani, con Marco Columbro a fargli da testimonial, sono sicuri che quel giorno avverrà un’invasione extraterrestre: forse a questo pensavano coloro che si sono impattati con FIRENZE PER IMMAGINI cercando informazioni sugli alieni.

Addirittura uno si auspica un attacco alieno studio aperto. Sinceramente me lo auspico anche io e ci aggiungerei anche un bell’attacco a LUCIGNOLO, con tutto il rispetto per il direttore Mario Giordano (che sia lui l’alieno già trapiantato in pianta stabile pronto a sferrare l’attacco dall’interno?).

Chissà quale inquietudine devono provare queste persone. Di sicuro non meno di colui che ha notato qualcosa di strano in un noto nobile e decaduto affluente dell’Arno: uccelli mugnone strani.

Sempre rimanendo in tema acquifero, c’è chi ha fatto ricerche sull’humour pesce. Chissà, probabilmente a lui fa ridere il silenzio…

Qualcuno dalla vena poetica è andato in cerca di qualche tecnica per aggiungere rime alla frase. Un altro ha chiesto semplicemente a google, senza mezzi termini: dammi la lallera!

Forse voleva cercare solo il testo della canzone scritta da Riccardo Marasco, noto artista fiorentino, come artista è magari colui che è andato in cerca di foto studi cinematografici rifredi. Probabilmente era solo un nostalgico, dato che questi sono esistiti veramente, ma negli anni ‘20.

Poco nostalgici ma molto golosi (come me), sono quelli che hanno cercato informazioni sui cari pan di stelle. Alcuni anche sulla torta pan di stelle, altri sulle merendine in generale. Per non parlare della double combo torta+pan di stelle!

Magari uno di loro, è lo stesso che ha cercato foto bancarelle Lidl, pensando che il noto discount tedesco sia strutturato a mò di mercatino.

Bancarelle e stand c’erano alla LIberafesta del Galluzzo, svoltasi dall’8 al 24 giugno scorso. Un ignoto utente forse a favore, forse contro l’evento, ha ricercato il commento finale Liberafesta, per sapere in conclusione cosa ne pensi l’opinione pubblica a riguardo.

Tra i nostri frequentatori abbiamo anche degli scansafatiche. Qualcuno voleva fare una capatina al Forte Belvedere ma gli faceva fatica farsi Costa San Giorgio in salita così ha provato a vedere se esiste una navetta Forte Belvedere.

E non mancano neppure i furbacchioni. Qualcuno voleva vedere le zone di accesso telecamere ztl. Forse per entrare di sgamo nel centro storico alla faccia di Cioni e compagnia cantante?

Qualcuno ha fatto ricerche anche su di me. Ha digitato Jacopo Manetti. Ma non ho manie di protagonismo, sicuramente ci deve essere qualche mio omonimo più famoso. O forse ero solo io in preda ad un attacco di vanity searching? A dire il vero mi inquieterebbe un pò sapere che esiste qualcuno che fa ricerche sul mio conto. Preferisco rimanere nell’anonimato.

Anonimato di cui di sicuro ora gode meno anche quell’omino seduto, sul quale un altro ignoto utente ha fatto ricerche…

J .M.


Firenze per immagini VS New York Times

Giugno 20, 2007

Ieri mattina, leggendo la copia in pdf de “Il Firenze”, mi sono imbattuto in un’interessante notizia. Pare che nella sezione dedicata al turismo del sito web del celebre New York Times, sia stato pubblicato un articolo che consiglia cosa fare e vedere in 36 ore nel capoluogo toscano. Inorridito da quanto letto, ho deciso di andare direttamente alla fonte per leggere i “consigli” dell’autrice.

Si parte con un preambolo nel quale si ricorda come Firenze sia la culla del Rinascimento; come abbia ispirato il genio di Dante, Michelangelo ed altre persone di talento.Una città che ha ancora l’abilità di sorprendere con i suoi negozi e bar alla moda, per non parlare della “mezza dozzina”(scrivere “SEI” forse sarebbe stato come essere per il bicchiere mezzo pieno… invece l’autrice pare preferisca vedere il bicchiere mezzo vuoto) di giardini di indubbia bellezza. Tutto accettabile, se non fosse per la prima stoccata gratuita: La città si aggrappa alla sua storia. Gli orgogliosi fiorentini, non si sono resi conto che la capitale è stata spostata più a sud da almeno 140 anni. Che il caldo afoso della sua Manhattan, che tranne Central Park non offre altri spazi verdi, l’ abbia alterata?

L’autrice si occupa poi di dispensare consigli su come impiegare il tempo nelle diverse fasce orarie della giornata:

VENERDI:

Arrivo in città alle 3 del pomeriggio – Mangiati il tuo dessert. Il bar consigliato è il Badiani in Viale dei Mille, la miglior gelateria della città. Numerosi sono i gusti e su tutti si consiglia il Buontalenti, la cui ricetta è conservata segretamente dal gestore dell’attività.

Poi la perla: Se c’è bel tempo, ordina un “piccolo” cup e gustalo all’aperto con i fiorentini che iniziano presto il week-end.

Alle 3 del pomeriggio, come no! Immagino quanti fiorentini possano iniziare il loro week-end alle 3 del pomeriggio del venerdì.

Ore 4Tornate in centro e andate al Museo Marino Marini in Piazza San Pancrazio, tra via Tornabuoni e Santa Maria Novella. Alle 3 eri a Campo di Marte e in meno di un’ora te ne torni in pieno centro. Fattibilissimo! Magari consigliare di andare da un più inflazionato VIVOLI, un PERCHE’ NO in via dei Cimatori o alla gelateria del PONTE ALLA CARRAIA che forse sono più vicini? No vai dal Badiani e poi ti prendi l’autobus per tornare nella downtown. Che forse il Badiani abbia pagato per essere menzionato? Forse è solo spicciola dietrologia. Niente di personale contro la gelateria in questione, per carità, fa un ottimo gelato. Ma tale menzione, connettendola alla tappa successiva, mi puzza un pò…

Tornando a bomba sul museo: ospita opere di un solo artista, conosciuto per le sue statue equestri. E’ un’anomalia fiorentina: non solo si tratta di arte moderna, ma è un buon posto dove poter contemplare le opere da ogni angolo (zac! seconda stoccata!).

Ore 6 – Dopo due ore di visita museale, tutti a vedere l’altra Pietà! L’autrice dell’articolo consiglia di andare al Museo dell’Opera del Duomo per vedere la Pietà che Michelangelo scolpì poco prima di morire. E’ incompleta e la donna alla sinistra è stata scolpita da un altro artista (come per dire: accontentatevi!). Se vuoi vedere “roba giusta”, te ne vai a Roma, e magari in punta di piedi, lottando tra la folla, riesci a vedere la testa di Maria (forse te sei bassa o forse qualcuno più furbo di te è riuscito ad andare più avanti per contemplare per intero l’opera!).

Simpatia portami via, consiglia poi come concludere la serata nel migliore dei modi.

Alle 9 della sera vai in uno dei numerosi Wine Bar, che sanno come adescare i clienti: offrendo il cibo gratis.

Giustamente ci fa passare per persone furbe, non sapendo che la pratica dell’Happy Hour nasce nei paesi anglosassoni come pratica di promozione delle vendite per attirare la clientela nei pubs. Compliments!

Poi il nulla. Dopo questa “emozionante” mezza giornata fiorentina, si passa direttamente al sabato mattina.

Ore 9 – Piccola sgambata in Piazza Beccaria da DOLCI E DOLCEZZE (altrà pubblicità?).

Ordina uno spumoso cappuccino ed un gustoso cornetto mentre le donne fiorentine aumentano il passo per portarsi via la torta al cioccolato per la sera. Certo! Mia mamma lo fa sempre ed anche le mamme dei miei amici lo fanno. Per non parlare delle mamme degli amici dei miei amici. Tutti da DOLCI E DOLCEZZE il sabato mattina!!! YAHOO!!! Infatti il problema dell’obesità ce l’abbiamo soprattutto noi italiani. Non voi americani…

Poi la seconda perla di saggezza, intrisa di sano humor inglese:

Se volete uova per colazione, provate Londra. Ahahah! che simpaticona! Io aggiungerei: se volete pesce caramellato andate a Tokyo, mentre per un wurstel con crauti andate a Monaco di Baviera.

Ore 10 – Museo di San Marco ed Opificio delle Pietre dure.

Ore 1:30 – Una bella bistecca nell’orrendevolmente affollata Piazza San Lorenzo (qui non si può dargli torto!).

Ore 3 – EURO STARS (quando ho letto il titolo del paragrafo giuro che ho pensato avesse deciso di prendere un treno per levarsi di torno…)

Sie! Magari…

Scrive: Non c’è scarsità di modi per spendere soldi a Firenze.

Se poi sei bischera come lei ne trovi anche altri. Ad esempio, chiedi la consulenza di ANGELA CARPIO.

CHI E’ ANGELA CARPIO??? Ma come… non sapete chi è Angela Carpio? Angela Carpio è una che ha capito tutto della vita. Di mestiere fa la PERSONAL SHOPPER. Chiedete la sua consulenza e lei sarà lieta di aiutarvi ad andare per negozi ed acquistare indumenti. Chiamatela e vi tirerà su un guardaroba coi fiocchi, a seconda dei vostri bisogni e del vostro budget… occhio, prima di dichiarare quanto volete spendere per gli acquisti, chiedete quanto vi spilla per la consulenza! Sul suo sito ci sono i banner delle migliori griffes di moda (Gucci, Prada, Armani…), ma magari sono stati inseriri solo per bellezza… Chi vuol capire capisca…

Ore 7 della sera – Cena dal Cibreo o al Teatro del Sale in zona Sant’Ambrogio.

Ore 11 – All’Angels in via del Proconsolo (non ci giurerei ma mi pare di aver visto sabato scorso che il locale in questione non esiste più…).

L’ambiente pare un locale di South Beach, ma la folla chi vi sta intorno è “molto italian”. Giusto! E chi va in un locale in quel di South Beach a Miami invece dirà: L’ambiente pare un locale di via del Proconsolo a Firenze, ma la folla che vi sta intorno è “molto cubana, puertoricana ed anche un pizzico haitiana!

DOMENICA, GRAN FINALE nella più bella piazza della città!

Piazza Duomo? Piazza Signoria? Piazzale Michelangelo? Piazza della Repubblica?

Nein! L’amica pare preferire piazza Santissima Annunziata, ricca di bellissime particolarità artistiche ma anche di barboni, drogati e cani non molto puliti… e ve la consiglia anche!

Ma gli abbiamo fatto qualcosa di male? Forse il cibo che ha ingurgitato sul volo aereo era avariato? Soffre di allergie e forse è giunta in città nella piena esplosione della primavera? Forse quando ha visitato Firenze aveva il ciclo? Forse ha delle lontane origini senesi? Chi lo sa…

Sappiamo solo che lei con questo articolo, probabilmente studiato a tavolino per pubblicizzare alcuni locali, ristoranti e bar, ha dato un’immagine anonima e insignificante di Firenze.

Forse da per scontato che il turista in visita a Firenze, capiterà per il Viale dei Colli, per il museo del Bargello, degli Uffizi, per Palazzo Pitti, per le piccole stradine di San Niccolò o per le botteghe di San Frediano. Forse da per scontato che cercherà di cercarsi una gelateria più vicina al Museo Marino Marini. Forse da per scontato che non è così stupido da pagare la consulenza di una personal shopper per comprarsi degli abiti. Forse da per scontato che il “turista come si deve” abbia piacere nel perdersi per le vie, le piazze ed i negozi, lasciandosi guidare dall’istinto, magari non riuscendo ad orientarsi sulla cartina. Forse Danielle Pergament da per scontato che in pochi prenderanno in considerazione il suo insulso articolo…

J.M.


Cambiano i tempi… ed anche i prezzi

Giugno 12, 2007

1937 – TUTTO AD 1 LIRA

2007 – TUTTO A 99 CENTS

Il più conveniente? Sicuramente la bancarella di settanta anni fa, dato che 1 lira dell’epoca corrisponde a circa 0,75 €

J.M.


BOMBA LIBERAFESTA

Giugno 5, 2007

Finalmente la conferma è arrivata. Quelle che erano solo voci, ora si sono tramutate in autentiche verità: San Felice verrà invasa.

Non un attacco alieno come avevano lasciato pensare le originali forme dei gazebi. Chi si auspicava l’avvento di piccoli omini dal verde pigmento nella pioppeta di San Felice a Ema dovrà attendere ancora un pò. La setta dei Raeliani giura che per il 12/12/2012 la profezia si avvererà.

Un’invasione ci sarà comunque. Per il popolo della piccola frazione alle porte di Firenze si prospetta dura vita per i prossimi 18 giorni. Nessun alieno dalla pelle tinta di verde ma tante persone dal cuore tinto di “rosso”.

Infatti nel parco di San Felice a Ema, il Partito di Rifondazione Comunista e la Sinistra Europea, hanno organizzato un maxi-evento intitolato LIBERAFESTA, che avrà vita dal 7 al 24 giugno. Forse il tanto criticato scudo missilistico che Bush sta cercando di tirar su nell’Europa dell’Est, non è un “regalo” per la Corea del Nord…

Cercando di tornare seri, ecco cosa prevede la festa:

Tutti i giorni dalle ore 18, presso il tendone denominato AREA DIBATTITI, interverranno numerosi esponenti politici e non, su diverse tematiche come l’ambiente, il sistema industriale ed il problema rifiuti. Non mancheranno personaggi di spessore come il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, il segretario nazionale del Prc Franco Giordano ed il Ministro Mussi.

Dalle ore 22 invece, nell’arena spettacoli si esibiranno artisti, musicisti e cabarettisti. Mercoledì 20 giugno, il “noto membro della giunta” assieme ai suoi compaesani, potrà assistere alle fritte e rifritte INTERVISTE IMPOSSIBILI di Dario Vergassola, ormai più replicate delle infinite puntate dei Simpson su Italia 1.

Il giorno successivo, gli abitanti del caseggiato adiacente alla pioppeta dovranno tapparsi i fori auricolari: sarà la volta dei PUNKREAS, nota punk-band milanese. L’inquinamento acustico è assicurato.

Sabato 23 potranno invece rilassarsi, sempre che non siano già fuggiti altrove, con I CALZINI SUL COMO’ del teatrante Jacopo Fo.

Per tutti la lista completa degli eventi in programma, vi rimando al sito ufficiale di LIBERAFESTA.

Data la notevole vicinanza che separa casa mia dalla sede della Grande Festa, cercherò di tenervi aggiornati il più possibile su quel che avverrà.

J.M.


PAN DI STELLE CON LE RUOTE IN GIRO PER FIRENZE

Maggio 30, 2007

Direttamente dalla confezione alla bocca. Inzuppati nel latte. Inzuppati nel the. I più arditi azzardavano trangugiandone due insieme, accoppiandoli: una scuola di pensiero che vede nel doppio biscotto il massimo del piacere.

Nei primi anni novanta i Pan di Stelle (distribuiti dal 1987) erano un must, e tutt’oggi sono ancora in molti ad “abusarne”, tenendoli a portata di mano nella propria credenza.

Ma da qualche tempo, il noto cioccolatoso tondo stellato ha assunto altre sembianze. Per modernizzarsi e per concorrere ad altre merendine famose come il Kinder Delice e Fiesta, è stato creato lo snack al “pan di spagna al cioccolato ricoperto di stelle, con all’interno un gustoso strato di latte”.

Bontà divina!” mi sento di aggiungere. Oramai è diventata la mia merendina “ufficiale”. Quelle stelline zuccherate, cosparse sulla superficie di una morbidissima barretta di pan di spagna, sono una libidine. Lo strato di latte al suo interno è il tocco di genio che rende sublime questo nuovo prodotto della Mulino Bianco.

Lo ammetto: mi ha stregato! Mi ha talmente stregato che da qualche tempo ho cominciato a vedere la merendina un pò ovunque. Persino per le strade! Si avete letto bene: sono talmente “fatto” di questo snack che mi capita di veder girare per le strade di Firenze, autobus sotto forma di merendina gigante, con all’interno decine di persone. Una sorta di omino di marzapane gigante del film Shrek.

Pazzia? Forse lo stress delle lunghe code che sono costretto a sorbirmi tutte le mattine per venire in facoltà, mi hanno condotto alla schizofrenia?

Per un breve periodo di tempo l’ho pensato. Poi ho deciso di informarmi. Ho fatto ricerche ed ho scoperto che i PanDiStelleBUS esistono veramente! Non sono frutto della mia fantasia! Sollievo…

La MULINO BIANCO BARILLA ha investito ingenti somme per la comunicazione ON AIR del nuovo prodotto.

A Milano esistono persino jumbotram decorati con pellicole rifrangenti e manifesti iperteconologici con illuminazioni particolari.

A Firenze e nelle altre grandi città italiane invece, la Mulino bianco ha preferito investire sugli autobus interamente decorati.

Questa è una foto (in futuro cercherò di immortalare il bus per intero) che sono riuscito a scattare con il cellulare ad uno di questi mezzi di trasporto a dir poco originali. L’ho fatta colto di sorpresa mentre stavo viaggiando su un altro mezzo pubblico, il quale, mi sono resoconto una volta sceso, sponsorizzava lo stesso prodotto! Salendo a bordo, non l’avevo notato…

pan di stelle bus

Dunque… alzi la mano, o meglio… lasci un commento, chi ha visto almeno una volta in giro per Firenze, un PAN DI STELLE CON LE RUOTE!

J.M.


SS come Santo Spirito

Maggio 25, 2007

Stamani sono andato alla Questura di Oltrarno (Piazza del Tiratoio, zona San Frediano), per avere chiarimenti su quale tipo di passaporto sia valido per recarsi negli States, dato che a fine luglio andrò là con due miei carissimi amici per un bel viaggio on the road. Approfittando dell’occasione, prima di uscire di casa, decido di portarmi anche la fida digitale per scattare qualche foto.

Uscito dalla questura con le dovute delucidazioni, mi dirigo con il mio @ (è il nome del motorino. Non un errore di battitura…il mio meccanico lo chiama ì chiocciola per evitare fraintendimenti) verso la vicina Piazza Santo Spirito. Parcheggio il mezzo e mi intrufolo all’interno del mercatino, disposto sul lato sud (che da su via Sant’Agostino) con venditori di stoffe e oggetti per la casa e su quello est, dove si trovano le bancarelle degli alimentari e fruttivendoli. Dedico a questo solo qualche minuto: curiosare per mercatini non mi ha mai entusiasmato.

I negozi, molto tetri visti dall’esterno, sono per lo più bar e ristoranti. Numerosi gruppi di turisti stranieri sostano davanti per sorseggiare bibite refrigeranti.

Sul lato nord, un pò distaccata dalla piazza, si erge la splendente facciata della Basilica di Santo Spirito, iniziata dal progettotuttoio Filippo Brunelleschi nel 1444. Pulita, colore grezzo, molto semplice. A contrasto con il cielo terso, risalta ancor di più. Cerco di farle una foto, ma è più difficile di quanto sembri: gli alberi della piazza non mi permettono di riprenderla da lontano. Sto almeno 5 minuti inginocchiato come un idiota sul pavimento per cercare di inquadrarla al meglio ma i risultati sono quelli che sono…

Mi si avvicina una bionda ragazza spagnola per chiedermi se so cosa stia succedendo in piazza. Rimango un attimo spiazzato dalla domanda perchè, impegnato nelle foto, non mi sono accorto dell’arrivo di un nutrito nucleo di forze dell’ordine.

Ritorno dunque al centro della piazza, vicino alla fontana, per capire cosa ci sia in atto: l’arrivo di qualche autorità cittadina? No, semplicemente una protesta pacifica da parte dei cittadini. Prendono vita piccoli capannelli di persone in qua e in la. Io mi sposto per ascoltare i loro discorsi. Sono per lo più anziani, con in mano fogli per raccogliere firme d’adesione alla protesta e volantini con stampate le seguenti frasi: RIDATECI LA PIAZZA! LA PIAZZA E’ NOSTRA!

Una ragazza spiega che la protesta è contro PiazzArt, un’associazione culturale che si occupa di promuovere ed organizzare gli eventi estivi in Santo Spirito. I residenti sono contrari perchè questi comportano confusione fino a tardi ed il bar che verrà eretto vicino alla fontanta richiamerà molti giovani che si ubriacheranno, sporcheranno i marciapiedi e utilizzeranno i cassonetti come gabinetti come già è avvenuto nelle passate edizioni.Due simpatiche signore se la prendono con un giovane passante intento a gustarsi una pesca. Probabilmente se avesse avuto jeans e camicia non gli avrebbero detto niente, ma il suo aspetto era quello di uno zingaro, hippy e volendo anche un tantino hare krishna (anche lui se le cerca però!). Per fortuna la prende sul ridere e compie degli strani versi per spaventare le protestanti che ridono ma non mancano di apostrofargli: Quelli come te scambiano i cassonetti per bagni pubblici!

Arrivano poi anche giornalisti e fotografi professionisti; non come me che sono capitato li per caso! Lascio quindi a loro lo spazio e me ne vado a proseguire il mio QUARTER WATCHING.

Imbocco via Presto di San Martino. Scorgo un artigiano restauratore intento a riodrinare il suo caotico negozio. A notare la confusione che regna all’interno, ci farà sera…

Sopra al negozio, c’è una piccola finestrella con “esposta” un’ altrettanto piccola pianta di arancio. Non posso non immortalarla. A voler cercare il pelo nell’uovo, come mi ha fatto notare un’ amica dopo aver visto la foto, ci fosse stato un soffitto affrescato, la foto sarebbe stata ancor più apprezzabile.

Proseguo ancora un pò, lasciandomi guidare dall’intuito che mi porta in via dei Coverelli, ampiamente apprezzata con tanto di “Ohhh!” da alcuni turisti inglesi che incrocio. “Tutto molto pittoresco!” non l’hanno detto, ma di sicuro da buoni anglosassoni l’hanno pensato.

Qui Santo Spirito finisce, più avanti c’è solo l’Arno. E’ ora di pranzo. Gli aromi che escono dalle cucine dei numerosi ristoranti della zona non mi aiutano affatto. Chiudo qui la seconda sessione di osservatore di quartieri, stavolta un pò improvvisata. Monto in sella al chiocciola e via, verso casa.

J.M.


F come FIRENZE NOVA

Maggio 16, 2007

Firenze Nova. Piccolo quartiere nella zona ovest della città, incastonato tra gli sterminati campi di Peretola, la cementosa Novoli ed il popoloso quartiere di Rifredi.
Dopo una mattinata trascorsa in facoltà, mi dirigo a piedi verso questa “terra sconosciuta”, non molto distante dal Polo Universitario di Viale Forlanini, per la prima sessione di Quarter Watching.

 

Attraverso la Piazza del Terzolle (torrente meno celebre del vicino Mugnone), ed imbocco Via Benedetto Dei. Sulla sinistra, una distesa di verde nasconde la miriade di case popolari, bisognose di un ritocco all’intonaco delle facciate. Sulla destra, una serie di palazzi a quattro piani dal colore giallognolo, presumibilmente costruiti nell’immediato dopoguerra.
Cammino lungo la via ma niente attira la mia attenzione, fino a quando compare davanti a me, un enorme palazzo vetrato, di forma semicircolare. E’ posto in solitario, quasi a voler essere il punto che delimita i due quartieri: da li in avanti è Firenze Nova. Da li indietro è Rifredi.

Mi intrufolo senza meta precisa nelle piccole strade che compongono questo quartiere. Sono semi deserte. Le poche persone che calcano i marciapiedi, lo fanno a ritmo veloce. Sono per lo più studenti che rincasano da scuola. Una signora di mezza età, seduta nella sua macchina accostata al bordo della strada a consumarsi il suo pranzo veloce (una schiacciata), mi guarda in modo molto strano: non capita tutti i giorni (o forse non capita mai!) di vedere un ragazzo che si aggira con una macchina fotografica in mano, per un anonimo quartiere popolare. Del resto Firenze Nova non è certo una zona in cui si addentrano gli scoperti sightseeing Bus pieni zeppi di nippo-coreani. E’ un insieme di enormi casermoni di almeno 4 o 5 piani. Per fortuna, i colori pastello degli edifici, danno un minimo di vivacità ad un luogo dove è il cemento a farla da padrone.

Ad un tratto, il tombale silenzio che regna per le vie, viene interrotto da un soffocato rumore di bicchieri, scodelle e posate in movimento. Sto passeggiando davanti alla sala mensa del palazzo della Banca Toscana.
Proseguendo il mio cammino, mi renderò conto che in realtà questo anonimo quartiere periferico, risulta essere una vera e propria cittadella finanziaria. Una piccola City londinese. Scorgo in lontananza altre due enormi strutture in vetro e metallo nero. Entrambe appartengono alla Banca Toscana. Noto alcuni prototipi di Men in Black attraversare un incrocio: valigetta e abito nero con occhiali da sole a coprire gli occhi. Dai parcheggi interni, escono ed entrano auto lussuosem che vanno a scontrarsi con la numerosa quantità di utilitarie parcheggiate lungo i marciapiedi.

Vengo poi distratto da un uomo in motorino, che si accosta vicino a me. Lo guardo e mi accorgo che si è soffermato per la persona che mi è dietro: un ragazzo di colore, che tranquillamente sta tornando a casa dopo aver fatto qualche spesuccia al LIDL di Via Benedetto Dei. Lo scooterista, dal chiaro accento meridionale, estrae un cellulare dal suo zaino a tracolla. Glielo vuole vendere. Chiede se è interessato. Il ragazzo tira dritto, sembra scocciato ma probabilmente incuriosito dall’oggetto. Il “venditore” capisce di aver trovato il “pollo”. Lo segue, sale persino sul marciapiede per contrattare il prezzo.
Io nel frattempo mi sono allontanato, per seguire la scena dal lato opposto della strada. Ho la mia digitale in mano e cerco di trovare il momento buono per fotografarli. Sicuramente il “soggetto” non è dei più interessanti, ma penso che potrebbe essere un “mezzo” utile per raccontare quel che succede per le strade di Firenze Nova. Poi la mia mente prosegue nelle sue elucubrazioni e arriva a concludere che forse, lo scooterista non avrebbe avuto tanto piacere nell’essere immortalato durante la sua “sessione” di lavoro.
Infatti mi guarda, nota la mia non piccola digitale e se ne fugge via. Il “pollo” non sembrava poi così interessato all’acquisto. Forse avrà pensato che gli avrebbe rifilato un pacco?

Proseguo il mio cammino verso la zona più a ovest, ancora inesplorata, un pò deluso per non essere riuscito a fare lo “scoop” fotografico. Imbocco Via Panciatichi, l’arteria principale e più viva del quartiere, e mi dirigo verso Peretola. Dopo qualche centinaio di metri, il viale si fa alberato. Numerosi aceri (credo, non sono un intenditore di alberi!), mi accolgono presso quella che risulta essere l’area del Nuovo Pignone, società leader nel settore metallurgico. Il cancello d’ingresso sembra quello di una Base Militare. Lungo il viale privato interno, scorgo in lontananza, squadroni di dipendenti con indosso tute blu. Chissà se anche loro mentre marciano in gruppo, cantano come i marines di Full Metal Jacket. Sono troppo lontano e non posso sentire. Probabilmente stanno solo brontolando perché affamati, vista l’ora.

Oltre questa grande cittadella industriale decido di non proseguire. Secondo il Tutto Città che ho in mano, pare che più o meno Firenze Nova termini qui. Mentre studio la cartina, l’occhio cade su una scritta: CIMITERO ISRAELITICO. Rimango stordito da tale scoperta. Com’è possibile che tra il “Banca Toscana Head-quarter”, la “base militare” del Nuovo Pignone e i “pastellosi” casermoni popolari sorga un cimitero israelitico? Decido di indagare e mi dirigo in via di Caciolle, dove si trova il cancello d’ingresso. Purtroppo non è orario di visite, ma il posto è alquanto misterioso e allo stesso tempo interessante. Sulla porta di ingresso vi sono due lapidi. Una in ebraico ed una in italiano, con scritto: L’ETERNO FA MORIRE E FA RIVIVERE, DISCENDERE ALLA TOMBA E RISALIRNE.Penso: non posso raccontare un quartiere, senza scrivere di quello che forse è l’elemento più interessante presente in zona. L’elemento che distrugge il mio pensiero, secondo il quale, li, anche se un ci venivo, e ll’era uguale!

Decido dunque di tornarci…e l’ho fatto, il giorno seguente, con grandi sorprese. Adesso però non voglio tediarvi oltre. Già avete letto abbastanza. Racconterò più avanti. Vi lascio con quello che in ambito cinematografico, si dice GANCIO NARRATIVO…

 J.M